Tutto il potere ai Soviet!

Tutto il potere ai Soviet!

Il 7(20) aprile del 1917 vengono pubblicate sulla Pravda le “Tesi di aprile” in cui Lenin condensa il lavoro teorico degli ultimi anni e l’esperienza di tattica pratica maturata nel corso dell’intera vita. L’effetto, anche fra i quadri e i dirigenti del partito, che quelle tesi le avevano sentite esporre davanti al Soviet già tre giorni prima, fu quello di una bomba. Ecco cosa racconta Suchanov di quello che accade in quell’occasione: “Non dimenticherò mai quel discorso tonante. Sono certo che nessuno si aspettasse niente di simile. Tutti gli elementi sembravano usciti dalle proprie dimore, e lo spirito della distruzione universale, che non conosce barriere nè dubbi, nè difficoltà nè calcoli umani, pareva aleggiare nella sala della Kšesinskaja sopra le teste dei discepoli stregati”. Drabkina racconta che “i menscevichi saltavano su dai posti, gridavano, battevano sui banchi, molti si buttarono verso il palco dove stava Vladimir Il’ič”. Chi meglio di tutti però comprese quanto stava accadendo fu come spesso accade un nemico dei bolscevichi, Stepun: “ma Lenin sapeva quel che faceva, i suoi discorsi “stupidi” non erano stupidi affatto; non erano discorsi, ma vele per catturare i folli turbini della rivoluzione”. E del resto “chi di noi dà ascolto all’inno del ruscello quando parla la tempesta?” leggi tutto…

Come ottenere la pace?

Ho appena finito di leggere (12 (25) marzo), nella Neue Zürcher Zietung, il seguente telegramma da Berlino:
“Si comunica dalla Svezia che Maxim Gorki ha indirizzato al governo e al Comitato esecutivo un entusiastico messaggio di saluto. Egli saluta la vittoria del popolo sui signori della reazione e incita tutti i figli della Russia a contribuire alla costruzione del nuovo edificio statale russo. Al tempo stesso invita il governo a coronare la sua opera emancipatrice mediante la conclusione della pace. Questa non dovrà essere una pace a qualsiasi costo; la Russia oggi ha meno che mai motivo per volere la pace a qualsiasi prezzo. La pace deve essere tale da garantire alla Russia la possibilità di tenere con onore il suo posto tra i popoli della terra. L’umanità ha versato troppo sangue; e il nuovo governo acquisterebbe grandi meriti, non solo davanti alla Russia, ma davanti a tutta l’umanità, se riuscisse a concludere rapidamente la pace”. leggi tutto…

Sulla milizia proletaria

La conclusione a cui sono pervenuto ieri riguardo alla tattica esitante di Ckheidze è stata pienamente confermata oggi, 10 (23) marzo, da due documenti. Il primo è un estratto, trasmesso telegraficamente da Stoccolma alla Frankfurter Zeitung, del manifesto pubblicato a Pietroburgo dal CC del nostro partito, il Partito operaio socialdemocratico di Russia. leggi tutto…

Il nuovo governo e il proletariato

La seconda “lettera da lontano” è scritta il 9 marzo del 1917 (anche se sarà pubblicata su Bolshevik nel 1924) mentre si fanno sempre più febbrili i piani per raggiungere la Russia. Lenin infatti è ancora costretto in Svizzera e per quello che può capire dai giornali le cose stanno prendendo una piega che non gli piace. Considera troppo morbido l’attegiiamento dei dirigenti bolscevichi presenti a Pietrogrado nei confronti del nuovo governo provvisorio e della maggioranza del Soviet. leggi tutto…

La prima fase della prima rivoluzione.

Le “Lettere da lontano” furono redatte tra il 20 marzo e l’8 aprile del 1917, periodo in cui Lenin era ancora costretto a Zurigo e mordeva il freno osservando dall’estero gli accadimenti russi. Le missive, indirizzate al Comitato centrale bolscevico, rivestono un particolare interesse perchè anticipano il nucleo teorico della nuova strategia rivoluzionaria che puntava, senza indugio, alla presa del potere da parte dei lavoratori russi. Le ripubblichiamo qui rispettando la scadenza con cui vennero scritte, anche se, a parte la prima che venne diffusa sulla Pravda nell’aprile del 1917, le altre vennero rese note solo nel 1924. Buona lettura. leggi tutto…

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