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Nell’anno del centenario della Rivoluzione d’Ottobre abbiamo promosso la campagna nazionale “L’Ottobre sta arrivando” articolata in diverse città attraverso iniziative di carattere storico, culturale e politico che ambivano a riscoprire i caratteri di attualità di quel processo straordinario di emancipazione delle masse, e l’importanza di una cultura politica rivoluzionaria e di classe, che metta al centro, come protagonista attivo del cambiamento, gli interessi delle masse popolari o meglio, le classi subalterne, lavoratrici e produttive di ricchezza, contro il parassitismo delle oligarchie politiche, proprietarie ed economico-finanziarie di ogni tempo.
C’è un grande bisogno di cambiamento, di trasformazione profonda nella società, si respira sempre più un sentimento, molto spesso inconsapevole e contraddittorio, di insofferenza, di disagio sociale, rispetto a quello che oggi è lo stato presente delle cose, governato da elitè capitaliste che conducono una guerra sociale senza esclusione di colpi contro il mondo dei subalterni. La sfida per il cambiamento, per il socialismo del XXI secolo si gioca a partire dalla capacità e dalla determinazione delle forze sociali e politiche di ricostruire un campo di appartenenza, di valori, pratiche di lotta e rappresentanza politica generale , capace di ridare un futuro, un destino politico e storico concreto alla classe lavoratrice, soggetto attivo del cambiamento. Pensiamo che ciò sia non solo indispensabile, ma possibile.
Tanto più “indispensabile” quanto più avanzano i processi di precarizzazione del mercato del lavoro, di privatizzazione e smantellamento del welfare, di concentrazione del potere politico e distruzione della democrazia liberale ad opera dei centri di potere dell’Unione Europea (Commissione, Bce, Corte di Giustizia) e dei governi filo-europeisti e neoliberali (PD, primo fra tutti). Ma allo stesso tempo, tanto più “possibile” quanto più consolideremo, con determinazione, pazienza e progettualità politica, la volontà di lottare per l’autodeterminazione dei popoli dalle catene del capitale finanziario, dell’UE e della Nato, per la difesa dei diritti al dissenso, al conflitto sociale, all’organizzazione delle classi subalterne, a una società senza sfruttamento, a un sistema politico-sociale che persegua la soddisfazione dei bisogni della popolazione, e non gli interessi di profitto e speculazione dell’alta borghesia transnazionale.
Sin dal primo documento politico pubblicato ad apertura della campagna (link) ci siamo preoccupati di sottolineare che il nostro intento fosse tutt’altro che commemorativo o mitologico-celebrativo: nostro fine non è mai stato quello di limitarsi rievocare la grande storia del passato da cui proveniamo. Se il comunismo del XX secolo ha segnato in Russia come altrove processi reali di emancipazione delle masse sfruttate e grande sviluppo in svariati campi, non bisogna negare la sua sconfitta storica e, con essa, la fine di un determinato processo rivoluzionario. Il XXI secolo apre di nuovo la sfida rivoluzionaria di un modello sociale, economico e politico non solo alternativo al capitalismo, e quindi socialista, ma innovativo rispetto a ciò che il socialismo è stato nel secolo scorso.
Questo ha significato per noi innanzitutto ricercare con rigore intellettuale e coraggio politico ciò che della Rivoluzione d’Ottobre, e del modello di società cui essa diede inizio, non funzionò e non poteva funzionare; ma ha significato anche ambire, con audacia e creatività, alla costruzione di un immaginario collettivo, politico, etico e valoriale non concorrenziale, solidale, non subordinato alle logiche della rappresentanza formale ma partecipativo e antagonista, popolare ma non populista, di classe e anticapitalista, in un termine solo “rivoluzionario”.
In questo senso riscoprire la Rivoluzione d’Ottobre significa riscoprire la necessità e la possibilità storica di un processo di emancipazione delle classi subalterne e di creazione di un mondo nuovo, egualitario, realmente democratico e senza sfruttamento, disoccupazione e precarietà.
Per dar seguito a una simile ricerca vogliamo concludere la campagna “L’Ottobre sta arrivando” con due giorni di dibattiti, spettacoli e socialità. In attesa di rendere pubblico il programma completo dei due giorni, ci preme sin da ora fare pubblico appello a partecipare ai dibattiti pomeridiani del 3 e del 4 Novembre, a Roma, nel centro sociale Intifada.
In particolare, il pomeriggio del 3 Novembre numerosi storici italiani discuteranno, con i presenti, della Rivoluzione d’Ottobre attraverso molteplici prospettive tematiche. Alcune di queste tratteranno: le condizioni e le conseguenze economiche della Rivoluzione, il contesto etico-politico della Russia rivoluzionaria, il pensiero e l’azione di Lenin, le ripercussioni internazionali della Rivoluzione sui movimenti di autodeterminazioni dei popoli.
Il pomeriggio del 4 Novembre, invece, alcuni protagonisti delle lotte sociali, territoriali e politiche condotte attualmente in Italia, in Catalogna e in Tunisia, converranno per un confronto collettivo sulle esperienze di emancipazione popolare e sulle prospettive possibili per la costruzione di un modello sociale superiore.